UPDATE:

Cosa dice l’Iran. Un frammento dell’intervista a S.E. Mohammadreza Sabouri, Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran
[rank_math_breadcrumb]

Redazione

“Nel sistema internazionale attuale, che si trova in una fase di transizione, l’Europa non svolge più un ruolo di primo piano nelle dinamiche globali. A causa di decenni di politiche di totale allineamento agli Stati Uniti, l’Europa ha progressivamente perso la propria influenza. Oggi persino gli Stati Uniti non sono più disposti a sostenere i costi della sicurezza europea. In queste condizioni aspettarsi un ruolo decisivo e costruttivo dell’Europa non è semplice. Tuttavia l’Iran ha sempre accolto positivamente qualsiasi iniziativa costruttiva basata su interessi comuni e rispetto reciproco. Forse questo può rappresentare un punto di svolta per i Paesi europei, compresa l’Italia, affinché adottino politiche e iniziative più indipendenti basate su interessi condivisi, contribuendo così a prevenire l’espansione delle tensioni e dell’instabilità e a mettere alla prova le proprie capacità diplomatiche”.

Queste le parole di S.E. Mohammadreza Sabouri, Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran in Italia, in una intervista realizzata da Alessandro Aramu su Spondasud.

Sul fatto che Donald Trump abbia giustificato l’intervento militare sostenendo che l’Iran sia vicino allo sviluppo di un’arma nucleare ha risposto: “Ripetere molte volte una grande menzogna non la trasforma in verità. Trump nel 2018 si è ritirato dal più grande risultato del multilateralismo, cioè l’accordo nucleare (JCPOA), e oggi afferma che l’Iran vuole ottenere armi nucleari. Nella dottrina militare e ideologica dell’Iran non è mai esistita la costruzione di armi nucleari. Basta guardare alla storia: Netanyahu da oltre trent’anni afferma che l’Iran è a pochi mesi dall’ottenere l’arma nucleare. Queste dichiarazioni servono solo a ingannare e a giustificare azioni militari. In quanto membro impegnato del Trattato di Non Proliferazione (NPT), l’Iran è sempre stato pronto alla cooperazione, alla verifica e alla trasparenza nelle attività nucleari. L’ironia amara della storia è che Israele, unico possessore di armi nucleari in Medio Oriente e non membro dell’NPT, si dichiari preoccupato per il nucleare iraniano. Il fatto che, attraverso menzogne e distorsioni, si cerchi di scambiare il ruolo dell’accusato con quello della vittima non cambia la realtà”.

Questo conflitto  – chiede Aramu – ora coinvolge diversi attori regionali e non riguarda più soltanto Iran, Israele e Stati Uniti. I Paesi del Golfo accusano l’Iran di essere il principale responsabile dell’espansione della guerra e sostengono che i vostri attacchi non si limitino alle basi militari statunitensi ma colpiscano anche luoghi civili, come aeroporti e zone residenziali. Come rispondete a queste accuse?

L’Iran ha sempre insistito su una politica di buon vicinato basata sugli interessi comuni e sul rispetto reciproco. Negli ultimi oltre 200 anni l’Iran non ha attaccato nessuno dei suoi vicini. Tuttavia, l’Iran ha sempre dimostrato che nella legittima difesa della propria integrità territoriale e dei propri interessi non scenderà a compromessi con nessuno. Prima dell’inizio della guerra l’Iran aveva avvertito tutti i Paesi della regione che, in caso di aggressione degli Stati Uniti contro l’Iran, tutte le basi americane regionali utilizzate per attaccare l’Iran sarebbero state considerate obiettivi legittimi. L’Iran non ha mai preso di mira aree residenziali o civili. Rispondiamo soltanto alle basi e agli interessi statunitensi nella regione. Alcune prove indicano inoltre che il regime israeliano, attraverso operazioni di false flag, cerchi di creare attacchi simulati per accusare l’Iran. Sono comunque certo che i Paesi della regione comprendano la differenza tra aggressione e legittima difesa.

Condividi

articoli correlati