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Pandolfo, Pd: Taglio delle accise insufficiente, è solo una misura tampone

Nicolò Zambelli

“Quella di ieri è l’ennesima misura tampone, che la stessa premier Meloni ammette non essere risolutiva: pochi centesimi, solo sul gasolio, validi appena dieci giorni. Sarebbe comico, se non fosse tragico”. Lo dice a MontecitorioNews il deputato del Partito democratico Alberto Pandolfo. A meno di una settimana dall’inizio delle vacanze per la stragrande maggioranza degli italiani i prezzi dei carburanti sono alle stelle. E dopo settimane di attesa il governo ieri è intervenuto proponendo un taglio di 17 centesimi di accise solo al diesel fino al prossimo 6 agosto. Le misure adottate non hanno convinto le opposizioni, in particolare il Pd (e anche nella maggioranza il manta è “è solo un primo passo”). La battuta di Schlein di ieri, infatti: “Pensavo che scherzasse Giorgetti quando hanno detto che interverranno soltanto sul gasolio. E gli altri? La benzina?”.

“Gli italiani sono stati lasciati soli per mesi, abbandonati da un esecutivo che ha messo in campo misure sbagliate e insufficienti, incapaci di contenere l’aumento dei prezzi”, dice ancora il deputato dem capogruppo in Commissione attività produttive. La misura difficilmente riuscirà a contenere i rincari: “È la dimostrazione di un governo che procede per approssimazioni successive, senza una strategia chiara e senza avere piena contezza degli effetti delle proprie scelte su famiglie, lavoratori e imprese”, afferma.

Ma la preoccupazione non si esaurisce con l’estate. Anche l’inverno porta i suoi problemi con l’approvvigionamento di gas: “E in più è completamente ignorata, da parte dellesecutivo, una domanda di fondo: come riduciamo la nostra dipendenza dai combustibili fossili? A quella domanda, in quattro anni, la destra non ha mai risposto”. Per Pandolfo serve “un cambio di passo radicale”, diverso e più efficiente: “ Il Partito Democratico chiede da tempo il ripristino di un sistema di accise mobili, che riduca automaticamente la tassazione quando i prezzi superano determinate soglie, utilizzando le maggiori entrate incassate dallo stato”.

Oggi l’approccio della destra è quello di “procedere a pioggia”, dice ancora il deputato. E continua: “Nel frattempo si utilizzano ‘armi di distrazione di massa’ alimentando polemiche piuttosto che costruire una risposta seria sul potere d’acquisto degli italiani, sulla giustizia, sulla sicurezza, sulle infrastrutture solo per restare ai casi di cronaca. È lo stesso metodo di sempre: piccoli bonus, misure temporanee, propaganda elettorale al posto del lavoro serio nell’interesse del Paese”.

Dalla maggioranza però spiegano che è difficile ottenere risorse. “Chi dice che i soldi non ci sono spesso dimentica che le maggiori entrate dello stato, legate proprio all’aumento dei prezzi dei carburanti, potrebbero finanziare esattamente quel meccanismo di accise mobili che chiediamo da tempo: non è una misura a costo zero permanente, ma si autofinanzia nei momenti di picco”, spiega ancora Pandolfo. E poi c’è un tema di scelte, dice: “Si continuano a fare interventi spot che scadono in pochi giorni, rinnovati di settimana in settimana, spesso senza risorse sufficienti. Quei soldi, spesi meglio e in modo strutturale, servirebbero a molto di più”.

E continua a elencare le proposte del Pd, come quella sul disaccoppiamento del prezzo dell’energia da quello del gas: “Occorre un Piano di investimenti sulle energie rinnovabili, come stanno già facendo altri Paesi europei, e la separazione a livello europeo del prezzo dell’energia da quello del gas: sono le vere leve strutturali per abbassare i costi”. Ma, conclude Pandolfo: “Le nostre proposte ci sono da mesi. Il governo continua a ignorarle, e a pagarne il conto sono sempre gli italiani più fragili”.

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