È fatta. Ieri la Camera ha approvato la nuova legge elettorale che, tra le altre cose, introduce il voto fuorisede per le elezioni politiche e i referendum (ma non le preferenze, sulle quali due giorni fa, la maggioranza è andata sotto). Per Vittoria Baldino, vicepresidente del gruppo M5s alla Camera, si tratta di “un passo avanti importantissimo”, pur con alcune criticità che, secondo i pentastellati, dovranno essere corrette nel prosieguo dell’iter parlamentare.
“È un passo avanti importantissimo, perché un muro burocratico che per troppo tempo ha impedito a tanti cittadini di esercitare il proprio diritto di voto ha iniziato finalmente a cedere”. Vittoria Baldino rivendica il sì del Movimento 5 stelle alla riforma sul voto fuorisede approvata questa mattina dalla Camera, ma allo stesso tempo ricorda che il risultato “è frutto della pressione di giovani, partiti di opposizione e comitati che non hanno mai mollato la presa”.
La deputata pentastellata riconosce che “la disponibilità e gli sforzi dei partiti di centrodestra devono essere riconosciuti, se si è onesti intellettualmente”, ma aggiunge che “allo stesso modo loro devono riconoscere le battaglie che altri hanno portato avanti dentro e fuori dalle istituzioni”.
Nel corso dell’esame del provvedimento, spiega Baldino, il Movimento 5 stelle ha cercato di intervenire sul testo. “Abbiamo provato a correggerlo fino all’ultimo, presentando proposte che hanno trovato accoglimento da parte dei relatori”. Un lavoro che, nelle intenzioni del M5s, avrebbe dovuto rendere la riforma più inclusiva e superarne alcune criticità.
Proprio su questi aspetti la parlamentare concentra le sue riserve. “La soluzione proposta era probabilmente la strada più facile per arrivare all’obiettivo, ma anche la più problematica”, osserva. A suo giudizio, infatti, il nuovo meccanismo “rischia di lasciare fuori tante persone, soprattutto lavoratori e caregiver”, oltre a incidere sul principio di rappresentatività, “consentendo di votare per collegi diversi rispetto a quelli di residenza”.
Nonostante questi limiti, conclude Baldino, il bilancio resta positivo. “Abbiamo deciso di contribuire ad abbattere questo muro burocratico e di non far mancare il nostro sostegno. È un primo passo, ma resta ancora del lavoro da fare per garantire davvero il diritto di voto a tutti”.
Nicolò Zambelli