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Redazione

Tunis a Saint-Vincent: «A Meloni serve una squadra all’altezza. Sulle liste il confronto parta dalla società»

Tunis durante il suo intervento al convegno di Saint-Vincent

Al convegno di Saint-Vincent, il riconoscimento della leadership della premier si accompagna alla richiesta di una riorganizzazione del centrodestra. Apertura sullo “Stabilicum”, critiche al meccanismo di presentazione delle liste: «Vogliamo di più perché valiamo di più».

La leadership di Giorgia Meloni, la qualità della squadra di governo e la capacità del centrodestra di costruire una proposta politica che nasca nella società. Sono i tre assi dell’intervento di Tunis al convegno annuale di Saint-Vincent: un riconoscimento del ruolo della presidente del Consiglio, accompagnato da una richiesta esplicita di cambiamento nel metodo e nella selezione della classe dirigente.

Per Tunis, il valore della vittoria alle scorse elezioni, che attribuisce anzitutto a Meloni, si misurerà su due prove: la capacità di ottenere una nuova affermazione dopo l’esperienza di governo, contro avversari «numerosi e agguerriti», e quella di rendere il lavoro della squadra «meno distonico rispetto al suo».

È su questo secondo punto che l’analisi si fa più critica. La premier, sostiene Tunis, ha affrontato la sfida del governo con un gruppo costruito sulla fiducia personale più che sulle esperienze maturate nell’amministrazione e nella gestione di questioni complesse. Una scelta che, nella sua lettura, rende necessario un investimento più profondo nella preparazione della classe dirigente.

«Ha spostato in avanti una vera e profonda ristrutturazione dell’area politica», osserva. Un passaggio che avrebbe potuto rappresentare, e potrebbe ancora rappresentare, l’occasione per prepararsi tanto alla competizione elettorale quanto a una nuova prova di governo.

L’eventualità di elezioni tra un anno, evocata nell’intervento, rende il tema ancora più urgente. Tunis si domanda quale spazio troverà questa riorganizzazione nell’agenda della premier e manifesta scetticismo sulle premesse: «Cambiare le dosi alla ricetta non è la soluzione che in molti si attendono».

Il ragionamento investe anche le regole elettorali. Tunis esprime un giudizio favorevole sullo “Stabilicum” e considera accettabile la parziale reintroduzione delle preferenze. Le riserve riguardano invece il meccanismo di presentazione delle liste, che, a suo giudizio, «genera la necessità di formare una proposta in Parlamento prima che nella società».

Il nodo è dunque il rapporto tra rappresentanza e costruzione dell’offerta politica: quanto spazio riconoscere alle energie e al consenso che maturano fuori dalle sedi parlamentari, prima che gli equilibri vengano definiti.

«Ci sappiamo accontentare, non sempre però, e non necessariamente questa volta», avverte Tunis. E aggiunge: «Vogliamo di più perché, i risultati elettorali lo dicono e confermano da tempo, valiamo di più».

La conclusione richiama la responsabilità dell’intera coalizione. Nella previsione di Tunis, una competizione che potrebbe risolversi in poche decine di migliaia di voti richiede un approccio «che non lasci spazio a problemi di metodo». La preparazione della squadra e il coinvolgimento delle diverse componenti diventano così parte integrante della sfida per il futuro governo del Paese.

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