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Alla Fondazione Campus Montecitorio l’Open Day della Scuola Nazionale di Educazione Civica promossa da Giordano Fatali
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Redazione

In un tempo segnato da sfiducia, polarizzazione e crescente distanza tra generazioni, l’educazione civica torna a proporsi non come materia scolastica, ma come pratica concreta di cittadinanza e responsabilità condivisa. È questo il cuore dell’Open Day della Scuola Nazionale di Educazione Civica della Fondazione Campus Montecitorio, in programma oggi 25 maggio a Roma  promosso da Giordano Fatali.

L’iniziativa nasce da una convinzione precisa: il futuro non può essere semplicemente affidato ai giovani, ma costruito insieme a loro. Per questo la Scuola si propone come uno spazio di confronto tra studenti, istituzioni, imprese e società civile, con l’obiettivo di accorciare la distanza – spesso percepita come insanabile – tra mondo adulto e nuove generazioni.

Non un progetto teorico, ma un laboratorio di crescita reciproca, dove l’educazione civica assume un significato ampio: conoscenza delle istituzioni, senso della partecipazione, capacità di dialogo e consapevolezza del proprio ruolo nella comunità.

Il programma dell’Open Day, ospitato nella sede della Fondazione Campus Montecitorio in piazza Montecitorio, prevede momenti di accoglienza, la presentazione della Scuola Civica, gli interventi dei team leader, il contributo degli studenti e la partecipazione anche di giovani collegati online. Una struttura pensata per valorizzare non soltanto la formazione, ma soprattutto l’ascolto e la relazione.

Per Giordano Fatali, promotore dell’iniziativa, la sfida educativa è innanzitutto culturale: ricostruire un terreno comune tra generazioni in una società in cui spesso i giovani vengono osservati con diffidenza o paternalismo, mentre gli adulti appaiono distanti e incapaci di intercettarne linguaggi, aspettative e fragilità.

La Scuola Nazionale di Educazione Civica prova così a invertire questa dinamica, promuovendo una nuova consapevolezza condivisa. Non una semplice trasmissione verticale di valori, ma una dialettica di crescita, nella quale esperienza e innovazione possano incontrarsi.

In un Paese che da tempo discute del rapporto tra giovani e futuro – spesso limitandosi a raccontarne le difficoltà – l’iniziativa della Fondazione Campus Montecitorio sceglie una strada diversa: creare luoghi in cui il futuro venga preparato attraverso la partecipazione e la responsabilità comune.

Perché la cittadinanza, prima ancora che un diritto, è una pratica da esercitare insieme.

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