Il deficit del 2025 si è fermato al 3,1% del Pil: in calo rispetto all’anno precedente, ma ancora sopra la soglia europea del 3%. Con la prossima legge di bilancio alle porte e il presidente della Commissione Finanze Marco Osnato che esclude uno scostamento, la domanda per la maggioranza è dove trovare le risorse per rispondere al caro carburanti e difendere il potere d’acquisto. Ne parliamo con Guerino Testa, deputato di Fratelli d’Italia e segretario della Commissione Finanze della Camera: dal margine per nuovi tagli fiscali al confronto con Bruxelles su difesa ed energia, fino alle voci di elezioni anticipate.
È arrivato il dato Istat al 3.1% di Dedicit/Pil. Ieri Osnato ha escluso lo scostamento di bilancio. Quali sono gli orizzonti?
Il dato del 3,1% va letto con serietà, non con il tifo da stadio delle opposizioni. Parliamo di un decimale oltre la soglia del 3%, ma dentro una traiettoria di rientro che il Governo aveva già previsto e che porta all’uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo nel 2027. Ricordiamoci da dove siamo partiti: abbiamo ereditato un deficit all’8% e gli effetti devastanti del Superbonus, che ancora oggi pesano sui conti pubblici per decine di miliardi. In questo contesto il Governo ha ridotto il deficit di circa cinque punti, riportato l’avanzo primario in territorio positivo e riconquistato credibilità sui mercati. Ora dobbiamo continuare su questa strada: prudenza, crescita e sostegno a famiglie e imprese, senza ricorrere automaticamente a nuovo debito. Come ha detto Osnato, lo scostamento oggi non è la cosa migliore da fare. I margini vanno cercati dentro una gestione rigorosa dei conti e attraverso il confronto con Bruxelles.
Quale resta la priorità del centrodestra al netto di condizioni per i cittadini a dir poco emergenziali?
La priorità è molto semplice: difendere il potere d’acquisto degli italiani senza compromettere il risanamento dei conti pubblici. Il Governo Meloni lo ha già dimostrato intervenendo sul cuneo fiscale, sull’Irpef e sul caro energia e continuando a sostenere famiglie e imprese in una fase internazionale molto complessa. Oggi dobbiamo concentrarci soprattutto su quelle voci che incidono direttamente sulla vita quotidiana: energia, carburanti, spesa e costi per le imprese. Ma dobbiamo farlo evitando gli errori del passato, quando si pensava di poter risolvere ogni problema aumentando la spesa o facendo nuovo debito. La nostra sfida è trasformare le risorse disponibili in misure che producano un effetto concreto e duraturo. Per questo la prossima legge di bilancio dovrà essere una manovra orientata alla crescita, al lavoro e alla difesa del reddito delle famiglie, mantenendo però la credibilità che l’Italia ha riconquistato.
Procederete al taglio di ulteriori tasse dopo il bollo? Come detto anche da Meloni, vuole che sia una misura strutturale
La direzione è quella indicata fin dall’inizio dal Governo: meno tasse sul lavoro e sulle famiglie e un sistema fiscale più semplice e più equo. Il taglio del bollo è un esempio concreto di questa impostazione e, proprio perché vogliamo renderlo strutturale, dobbiamo costruire interventi che siano sostenibili nel tempo e non semplici misure spot. Penso che ci sia spazio per continuare a intervenire sulla fiscalità, compatibilmente con le risorse disponibili. Un obiettivo importante resta quello di ampliare progressivamente i benefici dell’Irpef anche alle fasce di reddito che oggi ne sono escluse. Ma dobbiamo essere molto chiari: ogni euro di riduzione fiscale deve essere coperto da una strategia seria. Non vogliamo lasciare ai nostri figli nuovi buchi nei conti pubblici come è accaduto con il Superbonus. Vogliamo lasciare loro meno tasse, più crescita e conti pubblici più solidi.
Difesa ed energia in connubio con l’Ue possono essere utili per portare risorse alla manovra?
Sicuramente sono due dossier sui quali l’Italia deve continuare a lavorare con grande determinazione in Europa. Difesa ed energia non sono capitoli astratti del bilancio: sono investimenti strategici per la sicurezza, la competitività e l’autonomia del nostro Paese. Il Governo sta lavorando per ottenere da Bruxelles maggiore flessibilità sul modo in cui queste spese vengono considerate ai fini dei vincoli di bilancio. Non significa chiedere una cambiale in bianco o abbandonare la disciplina dei conti. Significa riconoscere che, in una fase geopolitica come quella che stiamo vivendo, investire nella sicurezza energetica e nella difesa europea produce valore anche per il futuro. Se riusciremo a ottenere margini in questo ambito, potranno diventare risorse importanti per costruire una manovra che sostenga crescita e investimenti senza mettere in discussione il percorso di risanamento. È una partita europea che l’Italia deve giocare da protagonista.
Si parla di elezioni anticipate da tempo: l’ipotesi che riportano diversi retroscena, vedrebbero ritorno alle urne anche tra qualche settimana. Lo escludete?
Io credo che oggi la priorità sia lavorare, non alimentare retroscena. Il Governo ha davanti a sé una legge di bilancio importante, il completamento degli impegni del Pnrr, il percorso di rientro dei conti pubblici e una situazione internazionale che richiede massima attenzione. Sono questi i dossier sui quali dobbiamo concentrare le nostre energie. La maggioranza è stata scelta dagli italiani e sta lavorando sulla base di un programma e di un mandato preciso. Per il resto, le elezioni si fanno quando previsto dalle regole e dalle istituzioni, non sulla base delle indiscrezioni dei giornali. In questo momento abbiamo una responsabilità molto concreta: continuare a governare bene, sostenere famiglie e imprese e consolidare il lavoro fatto in questi anni. Il centrodestra deve essere giudicato sui risultati e sulla capacità di mantenere gli impegni presi con gli italiani, non sulla quantità di retroscena che circolano ogni giorno.