La settimana parlamentare comincia con quattro dossier che potrebbero incidere profondamente sul mondo produttivo: la delega per l’energia nucleare sostenibile, il testo unificato sulle terapie digitali, la proposta di legge sull’edilizia residenziale pubblica e sociale e la mozione Boschi sul contenimento del costo dell’energia e le politiche a sostegno della crescita. Di seguito una panoramica delle misure e delle opportunità per il tessuto economico.
Nucleare sostenibile: un quadro normativo atteso da imprese e investitori
Il disegno di legge C. 2669 conferisce al Governo una delega finalizzata a creare un quadro normativo per lo sviluppo dell’energia nucleare sostenibile. La memoria della Banca d’Italia, depositata alla Camera, sottolinea che l’obiettivo è ampliare il mix energetico italiano con tecnologie nucleari avanzate per contribuire alla decarbonizzazione, rafforzare l’indipendenza energetica e “contenere i costi energetici per famiglie e imprese”. Entro dodici mesi, il Governo dovrà adottare decreti legislativi per disciplinare la produzione di energia da fissione e fusione, la dismissione degli impianti esistenti e la gestione dei rifiuti radioattivi.
La delega prevede inoltre incentivi agli investimenti in ricerca, misure per la formazione di competenze specialistiche e persino sostegni pubblici e garanzie finanziarie per gli operatori. Per le società dell’energia e le aziende della filiera nucleare – dalla progettazione all’ingegneria, fino alla gestione dei rifiuti e alla ricerca sui combustibili – questa cornice legislativa rappresenta l’apertura di un mercato regolato, con potenziali ritorni in termini di investimenti e partnership tecnologiche.
Terapie digitali: nasce un mercato regolamentato per le app terapeutiche
Nell’Aula approda anche il testo unificato C. 1208‑2095‑2220‑A sulle terapie digitali. Il dossier parlamentare specifica che tali terapie sono definite come dispositivi medici software marcati CE destinati a trattare malattie o disturbi. A differenza delle comuni app di benessere, si tratta di programmi basati su evidenze scientifiche e trial clinici rigorosi. L’obiettivo della legge è rendere le terapie digitali rimborsabili e, per l’immissione sul mercato, richiedere che i prodotti siano valutati secondo il regolamento europeo sui dispositivi medici.
Il provvedimento istituisce anche un Comitato nazionale per le terapie digitali, che dovrà selezionare i software da sottoporre al programma nazionale di Health Technology Assessment. L’iniziativa potrebbe favorire start‑up e società tecnologiche che sviluppano “digital therapeutics” per patologie croniche, creando un nuovo segmento di mercato per software house, spin‑off universitari e grandi aziende farmaceutiche interessate alla convergenza tra salute e digitale.
Edilizia residenziale pubblica e sociale: incentivi per risparmio energetico e riqualificazione
Un’altra proposta di legge in discussione è C. 1562‑A, dedicata all’edilizia residenziale pubblica e sociale. Il dossier spiega che la legge mira alla programmazione dell’edilizia pubblica e al recupero del patrimonio abitativo esistente; fra le finalità rientra l’obbligo di attuare i programmi “favorendo il risparmio energetico” e l’offerta di servizi integrati innovativi. Le disposizioni devono inoltre rispettare il principio di zero consumo di suolo e il principio europeo “do no significant harm”.
Questi orientamenti si traducono in opportunità per le imprese: da un lato, agevolazioni fiscali per ristrutturazioni energeticamente efficienti e riqualificazione di edifici pubblici e sociali; dall’altro, la possibilità di sviluppare servizi integrati (domotica, assistenza sociale, coworking di quartiere) che migliorino la qualità della vita degli abitanti. Per il settore delle costruzioni, degli impianti e delle tecnologie verdi si prospettano lavori e investimenti su larga scala.
Mozione Boschi: un pacchetto organico per ridurre il costo dell’energia e sostenere l’industria
Particolarmente articolata è la mozione 1‑00572 presentata da Maria Elena Boschi e altri deputati, che nella seduta del 18 maggio ha iniziato il proprio iter. Il testo impegna il Governo a varare un piano nazionale di sviluppo energetico per diversificare le fonti e ridurre la dipendenza dal gas, sfruttando le flessibilità Ue sugli aiuti di Stato e accelerando l’uso delle risorse del Pnrr per la diversificazione energetica.
Fra le misure previste figurano:
- Creazione di un Fondo sovrano europeo per l’energia alimentato da debito comune;
- Meccanismo di “disaccoppiamento” del prezzo dell’elettricità da fonti rinnovabili rispetto al gas, per offrire a imprese e famiglie tariffe basate sui costi reali e limitare le speculazioni;
- Incentivi fiscali per le imprese che investono in auto‑produzione energetica e processi produttivi a basso consumo;
- Semplificazione dell’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo per l’autoconsumo;
- Modernizzazione e digitalizzazione della rete elettrica con investimenti in smart‑grids e sistemi di accumulo;
- Istituzione di un fondo nazionale per accompagnare la manifattura nella transizione digitale ed ecologica;
- Definizione di una politica industriale rinnovata che identifichi settori strategici come energie rinnovabili, automotive sostenibile, manifatturiero avanzato e moda e l’approvazione di un piano industriale nazionale di lungo periodo.
L’adozione di queste misure favorirebbe una riduzione strutturale dei costi energetici, agevolazioni fiscali per l’auto‑produzione, investimenti nelle reti elettriche intelligenti e sostegni finanziari per la trasformazione dell’industria. Le aziende energivore, come quelle della chimica e della metallurgia, e le Pmi che desiderano investire in efficienza energetica e innovazione potrebbero beneficiare sensibilmente dall’attuazione della mozione.