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Energia, sicurezza, servizio pubblico, giustizia e rapporti con l’Europa. Tra il 29 settembre e il 1° ottobre le Commissioni parlamentari riaprono alcuni dossier destinati ad accompagnare il confronto politico delle prossime settimane.

Non c’è un solo tema a dominare la settimana parlamentare. Ce ne sono diversi, apparentemente lontani tra loro, ma legati da una stessa domanda: come risponde la politica a trasformazioni che arrivano spesso dall’esterno dei palazzi istituzionali?

Il costo dell’energia risente delle tensioni internazionali, la crisi del Mar Rosso coinvolge direttamente le rotte commerciali, la difesa torna al centro delle scelte strategiche, mentre sul fronte interno prosegue il confronto sulla Rai. E anche l’intelligenza artificiale entra sempre più concretamente nell’attività parlamentare, questa volta attraverso il suo impatto sul sistema della giustizia.

Uno dei dossier più immediatamente legati alla vita quotidiana di famiglie e imprese è il decreto-legge 157/2026, attualmente all’esame dell’8ª Commissione del Senato.

Il provvedimento riguarda i prezzi petroliferi connessi alla crisi dei mercati internazionali e una serie di interventi sulle infrastrutture e sulle attività energetiche considerate strategiche. L’iter entra questa settimana in una fase importante: martedì 29 settembre alle 12 scade il termine per la presentazione degli emendamenti e degli ordini del giorno.

Il decreto si compone di quattro articoli e interviene, tra l’altro, sul gasolio utilizzato come carburante e su strumenti legati all’approvvigionamento energetico. Il testo dovrà essere convertito entro il 9 novembre.

La questione va però oltre il prezzo esposto alla pompa. Il dossier mette insieme politica energetica, fiscalità e sicurezza degli approvvigionamenti, mostrando quanto le tensioni internazionali possano trasferirsi rapidamente sui costi sostenuti da cittadini e imprese.

La dimensione internazionale della stessa questione emerge ancora più chiaramente dal dossier sul Mar Rosso.

Martedì 29 settembre alle 12.30 le Commissioni Esteri e Difesa e Ambiente del Senato ascolteranno il presidente di Assarmatori, Stefano Messina, e il direttore generale di Confitarma, Luca Sisto, sul traffico mercantile nel Mar Rosso.

Al centro dell’audizione c’è una delle principali arterie del commercio mondiale. Le difficoltà di navigazione e le modifiche delle rotte non costituiscono quindi soltanto un problema di politica estera: incidono sulla logistica, sui tempi di consegna e sui costi sostenuti dalle imprese.

È uno dei casi nei quali una crisi geograficamente lontana entra direttamente nell’economia nazionale.

Sul fronte interno torna invece uno dei dossier più delicati del rapporto tra politica e informazione: la riforma della Rai.

In Senato resta aperto l’esame congiunto dei diversi disegni di legge dedicati al servizio pubblico radiotelevisivo. Anche la Commissione Bilancio ha in agenda l’esame degli emendamenti relativi ai ddl sulla riforma Rai, nell’ambito dei pareri destinati all’8ª Commissione.

Il confronto riguarda un insieme di questioni che vanno dalla governance al finanziamento del servizio pubblico e si inserisce in un contesto profondamente diverso rispetto a quello nel quale è nato il modello tradizionale della televisione pubblica.

Oggi la Rai deve infatti confrontarsi non soltanto con gli altri broadcaster, ma con piattaforme digitali, social network e nuovi modelli di produzione e distribuzione dell’informazione. La riforma del servizio pubblico diventa così anche una discussione sul ruolo che un’infrastruttura pubblica dell’informazione debba avere nell’ecosistema digitale.

Martedì 29 settembre la Commissione Affari esteri e Difesa avvia anche la discussione del ddl 2028 sul rafforzamento e l’adeguamento della capacità di difesa nazionale.

Il passaggio politicamente più rilevante della settimana è previsto per giovedì 1° ottobre, con l’audizione del ministro della Difesa Guido Crosetto nell’ambito dell’esame del provvedimento.

Il dossier si colloca nel più ampio confronto sul rafforzamento delle capacità nazionali e sul ruolo dell’Italia nel nuovo quadro della sicurezza europea. È un tema destinato a intrecciarsi con le scelte industriali e finanziarie e con il dibattito europeo sulla difesa comune.

Tra i lavori meno visibili ma potenzialmente più significativi c’è poi quello della Commissione Giustizia sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore giudiziario.

Martedì 29 settembre prosegue l’indagine conoscitiva dedicata al tema, con l’audizione dei rappresentanti dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati.

Il punto non è più stabilire se l’intelligenza artificiale entrerà nella giustizia, ma definire con quali limiti, responsabilità e garanzie potrà essere utilizzata.

L’automazione può infatti intervenire nell’organizzazione degli uffici, nella ricerca giuridica e nell’elaborazione di grandi quantità di documenti. Ma quando la tecnologia entra in un settore nel quale una decisione può incidere sui diritti delle persone, il tema dell’efficienza si accompagna inevitabilmente a quello della responsabilità.

Sempre in Commissione Giustizia continua il percorso dei disegni di legge in materia di legittima difesa.

Martedì 29 settembre sono previste nuove audizioni sul ddl 167 e sui provvedimenti connessi; successivamente la Commissione proseguirà la discussione congiunta dei testi.

Si tratta di un dossier distinto da quello sulla capacità di difesa nazionale: qui il terreno è quello del diritto penale e dei limiti entro i quali l’ordinamento riconosce la reazione a un’aggressione.

La settimana riporta inoltre all’attenzione del Senato la questione dello status di Roma Capitale.

Martedì 29 settembre la Commissione Affari costituzionali avvia l’esame congiunto dei disegni di legge costituzionali che intervengono sull’articolo 114 della Costituzione, compreso il testo di iniziativa governativa già approvato dalla Camera.

È un passaggio istituzionale importante perché riguarda direttamente l’assetto e i poteri della Capitale e, trattandosi di una modifica costituzionale, segue un procedimento parlamentare rafforzato.

C’è infine il capitolo europeo.

La Commissione Politiche dell’Unione europea è convocata martedì, mercoledì e giovedì per proseguire l’esame della Legge di delegazione europea 2026, il provvedimento attraverso il quale il Parlamento delega il Governo a recepire direttive e dare attuazione ad altri atti dell’Unione.

Contestualmente vengono esaminate la relazione programmatica sulla partecipazione italiana all’UE per il 2026 e quella consuntiva relativa al 2025.

È un lavoro meno immediatamente visibile nel dibattito quotidiano, ma essenziale per capire quanto una parte della legislazione nazionale nasca ormai dall’intreccio permanente tra ordinamento italiano ed europeo.

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