La Camera respinge le questioni pregiudiziali di costituzionalità sulla riforma della legge elettorale: 229 no, 151 sì. Il primo voto segreto sul provvedimento, atteso come un test per la tenuta della maggioranza, si è concluso senza sorprese per il governo: nessun franco tiratore tra i banchi del centrodestra. L’Aula ha così dato il via libera al proseguimento dell’esame della proposta di legge A.C. 2822-B, sulla quale le opposizioni avevano sollevato dubbi di costituzionalità.
Le pregiudiziali contestavano diversi aspetti della riforma, a partire dal premio di maggioranza, che assegna 70 seggi alla Camera e 35 al Senato alla lista o coalizione che raggiunga almeno il 42 per cento dei voti validi in entrambe le Camere. Secondo le opposizioni, il meccanismo rischia di alterare il rapporto tra consenso elettorale e rappresentanza parlamentare, attribuendo una maggioranza di seggi a forze politiche che non dispongono della maggioranza dei voti.
Nel mirino anche l’innalzamento delle firme necessarie per presentare le liste, che secondo i firmatari delle pregiudiziali penalizzerebbe le forze politiche extraparlamentari e i nuovi soggetti politici. Contestati inoltre il mantenimento dei capilista bloccati, l’assenza di una quota di genere per queste candidature e l’indicazione preventiva del nome della persona da proporre per la presidenza del Consiglio, ritenuta dalle opposizioni potenzialmente lesiva delle prerogative del capo dello Stato.
Con il respingimento delle pregiudiziali, la maggioranza supera dunque il primo passaggio parlamentare della riforma, senza che il voto segreto abbia fatto emergere divisioni interne. L’esame del testo proseguirà ora con la discussione e le votazioni previste in Aula, ma non prima della prossima settimana. Il voto segreto sarà utilizzato di nuovo, per il voto finale sulla legge, tra mercoledì e giovedì prossimi.